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Tesoro Petra
8 Ottobre 2021

Giordania: cosa vedere e cosa fare in 4 giorni


La Giordania ha da poco riaperto al turismo, è la meta perfetta per il periodo autunnale, un mix incredibile di bellezza, cultura, storia, avventura e relax e di seguito vi racconto il nostro itinerario di viaggio in Giordania: cosa vedere e cosa fare in 4 giorni.

Premetto che quello che abbiamo fatto è stato per me e Matteo un viaggio di “prime volte”, in primis il primo viaggio fuori Italia da ben 2 anni, il primo viaggio di gruppo a cui abbiamo partecipato e il nostro primo fam trip organizzato dalle Travel Blogger Italiane in collaborazione con l’Ente del  Turismo Giordano. Il fam trip è un tour che ha lo scopo di far scoprire servizi e strutture alberghiere di una destinazione per poi inserirli nell’offerta per i clienti.

travel blogger italiane giordania

Siamo partiti entusiasti, già emozionati al solo pensiero di vivere questa esperienza, ma la realtà ha superato ampiamente ogni aspettativa.

Innanzitutto i luoghi sono incredibili, i paesaggi naturali sono mozzafiato, e in più il gruppo è stato il valore aggiunto, persone unite dalla passione per il viaggio e la scoperta, con tanta voglia di divertirsi e di tornare ad immergersi in una cultura diversa dalla nostra.

Ma ora passiamo al tour che abbiamo fatto, con le tappe giorno per giorno del nostro viaggio on the road in Giordania per sapere cosa vedere e cosa fare in 4 giorni, quando è il periodo ideale per andare, qual era il nostro programma.

Preparerò uno o più articoli a parte per parlare di dove dormire e dove mangiare, grazie non solo all’esperienza diretta ma anche ai site inspections fatti in diversi alloggi, mentre per le importanti informazioni circa i documenti e i consigli pratici per viaggiare nel periodo del Covid, vi rimando all’articolo di Arianna sul suo blog www.tropicalspirit.it.

Quando andare in Giordania

La piena estate da giugno ad agosto è il periodo meno indicato per andare a causa delle alte temperature, soprattutto nella parte sud del Paese.

Il periodo autunno – inverno da settembre a febbraio è indicato perché le temperature sono più fresche e permettono di visitare il Paese, anche se nel deserto di notte sono un po’ rigide.

L’alta stagione va dal mese di marzo al mese di maggio, quando il clima è perfetto con temperature miti.

Giordania: cosa vedere e cosa fare in 4 giorni – il deserto del Wadi Rum

Giorno 1 – Arrivati all’aeroporto di Amman abbiamo conosciuto la guida che ci ha accompagnato per tutto il tour, il Signor Akram, e il responsabile dell’agenzia Millenium Tour, il Signor Saleme e siamo partiti per la nostra prima destinazione, il deserto del Wadi Rum, il quale si trova a circa tre ore di strada da Amman.

Giunti alle porte della Riserva del Wadi Rum ci siamo recati nel camp che ci ha ospitato per la notte, il Sultan Luxury Camp. Devo sottolineare che qui e in ogni altra struttura o ristorante che ci ha ospitato siamo stati accolti in maniera egregia, calorosa, con la massima disponibilità. La gentilezza del popolo giordano ci ha accompagnato durante questi 4 giorni.

travel blogger italiane wadi rum

La prima attività che abbiamo provato è stato il safari in jeep 4×4, alla scoperta dei panorami di questo affascinante deserto rosso, quasi un mix tra la luna e il pianeta Marte.

Non era la mia prima volta nel deserto, ed è un ambiente che ho amato e amo rivivere, un luogo dove regna la natura, il silenzio, solo la sabbia e il cielo, l’essenziale, ma nonostante, o forse grazie alla sua semplicità, regala sensazioni uniche. Ti fa sentire un piccolo essere davanti all’infinito dei suoi panorami, ma così grato per poter provare certe emozioni.

Abbiamo fatto delle soste per ammirare le caratteristiche dell’ambiente, come la zona in cui si trovano le iscrizioni rupestri lasciate dai popoli che vissero qui per molto tempo, se ne contano ben 30.000 e questo fa del Wadi Rum una delle zone archeologiche più importanti al mondo.

Abbiamo poi terminato la nostra esperienza in un punto adatto per ammirare il bellissimo tramonto nel deserto, osservando il sole scendere velocemente dietro le rocce rosse, un momento emozionante e da conservare nel nostro cuore.

jeep deserto Wadi Rum

Felici ed appagati dalle nostre prime ore in terra giordana, ci siamo diretti verso il campo per la cena, la cui descrizione merita sicuramente un articolo a parte, insieme agli altri pasti del nostro tour, anche perché io ho un debole per la cucina giordana.

Dopo la cena condivisa con i nostri compagni in un’unica grande tavolata, ci siamo ritrovati nella zona centrale per un bellissimo momento di festa, con la torta per il compleanno di Alessandra, (vi rimando al suo articolo sul deserto e sulle sue sensazioni della giornata nel suo blog www.allroadsleadfrom.home.blog) abbiamo brindato, cantato, ballato tutti insieme e riso come pazzi tentando di imitare i bravissimi ragazzi del camp nei loro balli giordani, con scarso risultato direi, ma con tanta gioia e gratitudine per l’esperienza che stavamo vivendo dopo tanti mesi di privazioni e chiusure.

Giordania: cosa vedere dal Wadi Rum a Petra

Giorno 2 – La giornata è iniziata prestissimo, alle 5 del mattino per raggiungere gli amici che ci aspettavano appena fuori dal campo tendato: i nostri dromedari pronti per portarci a vedere l’alba nel deserto.

Anche questo momento è stato molto divertente prima, per prendere confidenza con i dromedari, e molto intenso poi, attendendo il sorgere del sole circondati dalla sabbia e dalle rocce del Wadi Rum. Ci siamo presi il tempo per osservare con calma il momento e goderne a pieno, dopodiché siamo tornati pian piano al campo per la colazione.

dromedari Wadi Rum

Siamo quindi partiti per la nostra seconda tappa: Petra, con sosta di site inspection in altri due campi tendati, e anche al treno abbandonato nel deserto, una scena surreale nel mezzo del nulla, il treno fermo sulle rotaie. Ne abbiamo approfittato per qualche foto ricordo e via per un paio di ore di viaggio fino a Petra.

Durante il viaggio in pullman mi sono spesso persa ad osservare il paesaggio mutare fuori dal finestrino, vedendolo cambiare dalle alte rocce rosse della zona del Wadi Rum, ai toni più chiari avvicinandoci a Petra, fino alle formazioni rocciose più arrotondate, come l’antica città vista dall’alto, nascosta dalle rocce che ne celano completamente l’esistenza.

Prima dell’esplorazione del sito archeologico ci siamo fermati per il pranzo e poi siamo partiti a piedi per la nostra visita. Chi lo desidera può scegliere di percorrere la strada dall’entrata fino al famoso Tesoro di Petra con auto elettriche o con i cavalli, ma noi abbiamo percorso i quasi 2 km con lentezza, osservando con attenzione i particolari che ci circondavano, egregiamente illustrati dal Signor Akram, la nostra guida, fonte di grande conoscenza della storia della Giordania e del popolo dei Nabatei che creò e visse a Petra.

Dopo il primo tratto di sentiero in discesa, si entra nella gola chiamata Al Siq, il canyon che ci accompagna fino al monumento più conosciuto, il Tesoro, le alte rocce che formano il Siq creano scorci di grande bellezza e ricordano le immagini dell’Antelope Canyon negli USA. Oltre alle forme è da notare la miriade di sfumature della pietra, dal rosa al rosso, all’ocra, colori intensi e così perfetti da sembrare dipinti. Lo stupore davanti a tale spettacolo mi faceva camminare sempre col naso all’insù, presa dalla visione e dal desiderio di immortalare tutto tramite le foto, anche se è davvero difficile comprendere la reale bellezza del luogo dalle fotografie.

Al Siq Petra

Abbiamo proseguito quindi fino all’emozionante arrivo all’apertura del Siq davanti al Tesoro, la tomba scolpita nella roccia, così chiamata perché le tribù beduine credevano che l’urna situata in cima alla facciata d’ingresso contenesse il tesoro di un faraone. Una visione tanto sognata si concretizzava ora davanti ai nostri occhi. Posso dire che è stato un momento che non dimenticheremo, intenso e unico.

La nostra visita è andata avanti seguendo la via principale che ci ha portato ad osservare molti altri monumenti, fino al Teatro e alle Tombe Reali, al colonnato romano e proseguendo saremmo giunti fino al Monastero, ma avevamo troppo poco tempo. Il sito è immenso, noi ne abbiamo visto solo una parte, ci sono anche molti percorsi diversi da seguire, per cui come minimo ci vorrebbero due giornate a disposizione per questo importante Patrimonio Unesco.

Tesoro Petra

La sera ci siamo diretti verso il bellissimo hotel che ci ha ospitato, l’Old Village Hotel & Resort, una sorte di albergo diffuso ottenuto dalla sistemazione di un villaggio tipico, molto caratteristico e curato nei dettagli.

Giordania: cosa vedere e cosa fare sul Mar Morto

Giorno 3- Siamo partiti da Petra per dirigerci al nostro hotel sul Mar Morto, l’Hilton Dead Sea, dove siamo stati accolti con l’ormai consueta gentilezza del personale e abbiamo scoperto che il tour operator ci aveva riservato la stanza vista mare.
Il Mar Morto è un luogo unico al mondo per le numerose particolari caratteristiche che lo riguardano:

  • È il punto più basso della Terra, posto a 420 mt sotto il livello del mare;
  • Qui la crema solare non serve perché i raggi UV non riescono a penetrare l’atmosfera;
  • Ha una salinità così alta che non c’è forma di vita nelle sue acque;
  • È chiamato mare ma in realtà è un lago;
  • Il suo livello diminuisce di 1 mt ogni anno;

Nel pomeriggio ci siamo diretti in spiaggia pronti per provare l’esperienza di galleggiare nelle acque di questo mare, per provare di persona questa particolarità.

bagno nel Mar Morto

È stato buffo, ho provato a girarmi e rigirarmi, ma rimanevo fissa a galla. Bisogna prestare attenzione a non bagnarsi gli occhi e la bocca perché la concentrazione di sale è veramente troppa.

L’iter prevede, dopo il bagno, di farsi cospargere di fango, lasciarlo in posa finché si asciuga, fare un altro bagno per togliere il fango e, infine, doccia per pulirsi bene: la pelle ne esce rigenerata.

All’ora del tramonto ci siamo concessi un po’ di relax a bordo piscina, godendo di un altro indimenticabile panorama in questa terra meravigliosa.

tramonto sul mar Morto

Abbiamo concluso la giornata con una serata di festa per il compleanno della nostra compagna di viaggio Arianna e poi a riposo non troppo tardi in vista dell’ultima giornata, la più avventurosa.

Giordania: cosa fare nel Wadi Mujib

Giorno 4 – Eccoci arrivati all’appuntamento che più ci incuriosiva, il Wadi Mujib dove fare canyoning.

Qui servono alcune info pratiche per affrontare il percorso, per cui ne scriverò nei prossimi giorni.

Siamo partiti a piedi per entrare nel canyon e affrontare il percorso del Siq, inizialmente l’acqua è molto bassa, sale andando avanti lungo il torrente, e presto si trovano delle rocce da risalire, con l’aiuto di corde e scalette posizionate nei vari punti dove si rende necessario.

torrente Wadi Mujib

A volte la corrente tende a spingere indietro il corpo, bisogna aiutarsi anche in questo caso con le corde posizionate lungo le pareti. Non si tratta di una passeggiata, però è abbastanza alla portata di tutti, è stata una divertente ed entusiasmante avventura e ci ha piacevolmente sorpreso.

Virginia di Travel Gudu ha pubblicato sul suo canale YouTube il bellissimo video dell’esperienza, non perdetevelo.

cascata Wadi Mujib

Dopo questa elettrizzante attività, siamo tornati all’hotel per una doccia veloce per poi dirigerci verso Jerash. Qui abbiamo pranzato all’Artemis Restaurant, super consigliato con una grande terrazza con vista sulla città.

Dopo esserci rifocillati eravamo pronti per l’ultimo appuntamento di questo viaggio: il sito archeologico di Jerash. Gerasa era una delle antiche città romane facente parte delle Decapoli, una coalizione di dieci città romane unite tra loro nel commercio.

arco di Adriano Jerash

Le rovine di Jerash si sono mantenute molto bene nel tempo, infatti questo è uno dei siti meglio conservati nel Medio Oriente. La città vanta una storia di più di 6.500 anni e gode di una posizione di grande importanza strategica.

Per una visita completa del sito servono circa 3 ore, si entra attraversando l’ingresso principale, il maestoso Arco di Adriano, si prosegue vero l’Ippodromo, si percorre il “Vicolo delle Colonne” e si arriva alla Piazza Ovale, ai templi e ai teatri.

Jerash viene chiamata la “Pompei d’Oriente” per il suo ottimo stato di conservazione, per le grandi dimensioni e per gli estesi scavi effettuati.

Jerash sito archeologico

È una visita molto interessante e di effetto, in mezzo a tutti i resti di quell’antica città sembra di riuscire ad immaginare le scene di vita dell’epoca, viene quasi facile immedesimarsi in quel contesto.

Per le varie attività che si possono fare in Giordania e idee alternative di viaggio, vi suggerisco di leggere l’articolo di Augusta sul suo blogPure Joy by Chloe e a quello di Cristina sul blog Vi do il Tiro

Terminata anche l’ultima visita, ci siamo diretti verso l’aeroporto internazionale di Amman per il nostro rientro in Italia. Tra la commozione per i saluti alla nostra guida e al nostro autista e la gioia e la consapevolezza di aver vissuto un grande viaggio che farà per sempre parte dei nostri ricordi più belli, siamo tornati a casa.

Ora è il tempo dei racconti, il tempo di rivivere quelle giornate con il sorriso che torna sempre sulle labbra ricordando ogni momento vissuto, tra la bellezza che abbiamo avuto la fortuna di ammirare e la compagnia di un gruppo di grandi e simpaticissimi viaggiatori.

Vi aspetto nei commenti, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate di questo itinerario, se vi ispira o se non fa per voi.

Travel blogger italiane Giordania

Le foto utilizzate in questo articolo sono state realizzate anche dalle nostre compagne di viaggio, di cui lascio riferimento qui:

Arianna Lombardo – blog Tropical Spirit

Valeria Salvai – blog Mente in Viaggio

Alessandra Baldoni – blog Ale All Roads

Libera Salcuni – blog Liberamente Traveller

Virginia Bovolo – blog Travel Gudu

Augusta – Chloe Mela – blog Pure Joy By Chloe

Silvia Montis – blog Viaggiare zaino in spalla

Cristina Lamandini – blog Vi do il tiro

 

 

 

 

 

 

 


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Virginia
12 giorni fa

Anche per me è stato un viaggio pieno di “prime volte” – e la prima volta in Giordania, mi sa, non si scorda mai! Questo viaggio è stato particolarmente intenso ed emozionante ed è stato un gran valore aggiunto condividere l’esperienza con tutte voi.

Akram Yousef Mansour
Akram Yousef Mansour
11 giorni fa

Ho avuto l’onore di accompagnare questo fantastico gruppo, grazie ragazzi

Libera
Libera
10 giorni fa

È stata una bellissima esperienza e per me un piacere condividere questo viaggio con tutte voi!