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intervista a Stefania Conte @vagabondingirl
11 Febbraio 2021

Intervista a Stefania Conte @vagabondingirl


Vi propongo l’intervista fatta a Stefania Conte, la trovate su instagram @vagabondingirl, facebook o youtube, che a 50 ha deciso di regalarsi del tempo, e lo ha usato per continuare a scoprire il mondo, lavorando per periodi medio lunghi in vari Paesi.

1) Ciao Stefania come stai? Dove sei di bello?

Ciao Paola, sono ai Caraibi da più di un mese, sono a bordo di un catamarano, sto lavorando alla pari, ovvero cucino e pulisco in cambio di vitto ed alloggio.

Riguardo alla prima domanda ti sembrerà strano ma sto vivendo alti e bassi anche qui. Forse perché il 2020 ha pesato molto sulla psiche di tutti e sento ancora il peso delle incertezze.

intervista @vagabondingirl

2) Tu viaggi per lunghi periodi durante l’anno? Ti va di raccontarci come fai?

Dal 2015, anzi da fine 2014, faccio viaggi di circa 5/6 mesi, minimo 2 mesi. Cerco sempre di lavorare in cambio di vitto ed alloggio, trovando i contatti su appositi siti. Lo faccio, non solo per risparmiare e potermi quindi permettere lunghe permanenze, ma anche per vivere appieno il paese che sto visitando, vivendo da local.

Ho la possibilità di farlo perché dal 2009 sono free lance, ovvero non lavoro da dipendente. Ma faccio la tour leader per viaggi aziendali e congressuali, quindi nei mesi di scarso lavoro parto. Poi quando rientro lavoro intensamente, di solito 17 ore al giorno, un evento dietro l’altro, per poi esser libera di ripartire.

3) Quando hai iniziato con le esperienze lavorative all’estero? E come trovi il lavoro?

Dopo la fine di una lunga relazione ho deciso di fare qualcosa di diverso e mi sono informata per capire come fare a lavorare sulle barche come hostess di bordo. A maggio ho fatto il corso a Napoli e a fine giugno ho iniziato. Anche per la ricerca di personale marittimo ci sono tanti siti appositi.

Il primo lavoro vero e proprio è stato su un catamarano in Grecia. Poi ho fatto una stagione ai Caraibi sempre su un catamarano che faceva esclusivamente crociere per kite surfers e la scorsa estate ancora in barca ma nella Grecia ionica.

4) Hai avuto esperienze negative? Come ti sei comportata?

Proprio negative no, però difficoltose. Lavorare sulle barche non è semplice, 24 ore su 24 a contatto con sconosciuti e prima ancora col capitano, in spazi ristretti. A volte, se non si è ormeggiati in marina, non si ha possibilità di scendere a terra, di staccare, di fare una passeggiata in solitaria.

In altre occasioni in viaggio invece, se non mi trovavo bene nel posto in cui ero ospitata mi organizzavo per cambiare, parlando chiaramente col gestore. Il vantaggio di viaggiare in solitaria è che si possono prendere decisioni last minute e fare ciò che ci si sente.

5) Esperienza più bella /importante / interessante?

Senz’altro i 2 mesi in Nuova Zelanda, la mia primissima esperienza da volontaria/workawayer. Un paese furori dal mondo, veramente unico. Ho lavorato in un ostello, in un campeggio, a casa di privati facendo giardinaggio e costruendo un pollaio. Case spettacolari, enormi perché di spazio ne hanno in abbondanza.

nuova zelanda @vagabondingirl

 

I 3 mesi passati a bordo di un catamarano sulla barriera corallina australiana, senza frigorifero e generatore, mangiavamo solo ciò che pesca a il capitano, siamo stati in isole remote per varie settimane consecutive senza incontrare altre persone.

@vagabondingirl

Il posto però che mi è rimasto nel cuore è l’isola di Maui, alle Hawaii. Lavoravo in un chiosco di frutta in cui facevamo frullati e Crêpes, su una delle più famose strade panoramiche dell’isola. Alloggiavo in una tenda in mezzo alla piantagione, un posto veramente suggestivo.

intervista stefania @vagabondingirl

6) Possiamo dire che non c’è un limite di età per cambiare e per sperimentare?

Assolutamente no. Io proprio per i miei 50 ho voluto farmi il regalo più prezioso che esista. Il tempo. E l’ho usato per viaggiare e conoscere il mondo.

Dato che non riuscivo a scegliere una destinazione precisa ho deciso di partire verso ovest e scegliere di volta in volta la tappa successiva, facendo il giro del globo.
Ho iniziato con 2 mesi in Brasile, da San Paolo a Praia da Pipa, 3000 km di costa.
Da lì sono andata ai Caraibi, un mese e mezzo tra St Lucia e la Repubblica Dominicana, passando dalla Martinica, poi un salto in California, per volare alle Hawaii, dove ho lavorato a Maui per un mese e mezzo.
Sempre in direzione ovest ho raggiunto l’Australia e mi sono imbarcata su un catamarano per tre mesi lungo le coste del Queensland.
L’intenzione era andare in Vietnam e Cambogia ma poi ho avuto nostalgia di casa e sono rientrata.
Bisogna sempre seguire il proprio istinto.

7) Consigli per chi vuole provare? Come iniziare?  E in che Paese?

Partiamo dal paese, si deve scegliere in base alle proprie passioni ed interessi. Io amo il mare ed il surf, quindi scelgo quasi sempre isole. Se si conosce una lingua in particolare meglio iniziare con paesi in cui la si parla, si può anche sfruttare il tempo per impararne un’altra.

Per documentarsi oggi c’è l’aiuto di internet, oppure prendere spunto da libri di viaggio. Io ho iniziato con Vagabonding di Rolf Potts e da lì ho iniziato a progettare la mia fuga.

@vagabondingirl intervista

8) Ti va di raccontarci del tuo libro?

Al ritorno dalla prima tranche di viaggi ho iniziato a scrivere un manuale di viaggio, dato che in molti erano curiosi di sapere come fare a viaggiare in questo modo particolare. Quindi inizio con le spiegazioni dettagliate su come usare workaway nel modo migliore. Poi racconto tutte le mie esperienze, in modo che si possa avere un’idea di cosa si fa nei vari alloggi. Poi l’ho lasciato lì e sono ripartita… Per terminarlo con le ultime esperienze.

Me lo sono autoprodotto, non a scopo di lucro, ma giusto per lasciare a mio figlio e agli amici un ricordo scritto delle mie avventure. Ed è anche un modo di esprimersi e di sfogarsi.

Lo trovate in vendita su Amazon sia in versione cartacea che in formato ebook.

VagabondinGirl: Come girare il mondo lavorando in cambio di vitto e alloggio

Grazie per l’interessamento e buon viaggio a tutti, magari per ora in modo virtuale. Anzi con il lockdown si ha tempo di pianificare per bene il viaggio dei propri sogni.

 

Sono contenta che Stefania Conte (@vagabondingirl) mi abbia dato la sua disponibilità per questa intervista, io sono affascinata dalla sua storia, la seguo da un po’ e spero un giorno di poter vivere delle esperienze simili, regalandomi finalmente il tempo per scoprire il mondo.

Se non l’avete letta, la scorsa settimana è uscita l’intervista a Mara e Danilo, che ci raccontano della loro vita in viaggio.


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Lucy
10 mesi fa

Che bello capitare su questa intervista, conosco il blog di Stefania e ogni tanto vado a leggere le sue avventure. Mi sembra un’esperienza bellissima la sua, e non da tutti.

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5 mesi fa

[…] agricolo, alberghiero o in guest house, o ancora per lavorare sulle barche, come ci ha raccontato Stefania nella sua […]