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Intervista a Giulia e Ale
18 Febbraio 2021

Intervista a Giulia e Ale, volontari in India.


Questa settimana incontriamo Giulia e Ale, che si definiscono “sognatori ribelli con zaino in spalla” che hanno vissuto esperienza come volontari in India e hanno gentilmente risposto alle domande della mia intervista.

Li trovate su instagram @_tiportovia.conme_e sul loro blog www.tiportoviaconme.it

Sono in viaggio dal 2019, prima che scoppiasse la pandemia stavano girando l’Asia, hanno trascorso parte del lockdown in India, finché a causa delle notevoli difficoltà del periodo sono tornati in Italia, ma è stato uno stop momentaneo…

  1. Come state? Cosa state facendo ora?

Ciao! Stiamo bene, ora ci troviamo alle Canarie esattamente a Fuerteventura. Abbiamo passato gli ultimi cinque mesi in Italia a causa del virus ed ora finalmente siamo riusciti a spostarci. Ovviamente non si può ancora andare in Asia, ma per ora qui ci troviamo molto bene.

In questi ultimi mesi dove non abbiamo potuto viaggiare non ci siamo comunque fermati. Abbiamo investito tempo e soldi per seguire corsi di formazione per il blog e per migliorare l’inglese.

  1. Sapete quanto starete via?

No, non abbiamo piani precisi. Anzi, più viaggiamo e più capiamo quanto questo viaggio non sia solo una parentesi nelle nostre vite ma proprio la vita stessa. Sicuramente muterà con il tempo, cercheremo un posto o più dove fermarci e lavorare ma crediamo che il viaggio sarà sempre parte integrante di noi.

  1. Raccontateci di quando avete deciso di dare una svolta alla vostra vita.

Ci siamo conosciuti a giugno 2018 e dopo soli quattro mesi abbiamo preso la decisione di partire. In realtà appena ci siamo conosciuti abbiamo capito d’avere una visione della vita uguale ed entrambi volevamo cambiare e mollare tutto.

Non è stata una decisione semplice da prendere tant’è che, inizialmente, avevamo deciso che io mi sarei trasferita a Torino da Ale (io abitavo vicino a Modena). Poi una sera mi arrivò un messaggio vocale che mi diceva “ho deciso, partiamo”.

  1. Qual è stato il primo passo? Dove siete andati quando siete partiti?

Il primo passo fu quello di prendere la decisione e dirla alle rispettive famiglie. Probabilmente è stata la cosa più difficile da fare. Non è semplice andare dai genitori e dire “ciao noi partiamo, molliamo tutto e non sappiamo quando torneremo”. Inizialmente non la presero benissimo ma con il tempo hanno capito che è la scelta giusta per noi ed ora sono felici.

Dopo gli scogli più tecnici è arrivata la parte pratica. Da dove partiamo? Avendo un budget ridotto e viaggiando con i soli risparmi, la prima meta è stata Bali, perché il biglietto era il più economico e in estate la stagione è ottima.

  1. Quanto c’è stato di programmato nei vostri viaggi e quanto deciso strada facendo.

Non abbiamo programmato nulla. Abbiamo sempre cercato di sfruttare al massimo la durata dei visti per viaggiare lentamente, come piace a noi, e scoprire con calma i paesi e le nuove culture.

Arrivati in Thailandia si è presentata la scelta di andare a est verso Cambogia, Vietnam e Laos, o verso ovest in Myanmar e India. Ecco lì ha deciso il cuore per noi. Volevamo dare un tocco magico a questo viaggio così ci siamo diretti verso i nostri posti del cuore: Myanmar e India. 

Giulia e Ale

  1. Voi avete fatto esperienza di volontariato. Come siete arrivati a questa scelta?

Avevamo fatto volontariato insieme a Calcutta, prima del viaggio. Sapevamo e sentivamo la necessità di dare un nostro contributo anche in questa occasione.

Il volontariato ci ha aperto il cuore, ci ha fatto conoscere cosa significa aiutare ed essere ricambiati di un amore incondizionato, perché ricevi molto più di quello che dai. Per questo l’abbiamo fatto appena potuto in tutti i paesi dove siamo stati.

  1. Per fare volontariato vi siete rivolti ad un’associazione? Che consigli dareste a chi vorrebbe vivere questa esperienza?

Ci siamo rivolti spesso a portali di sharing economy come Helpx e Workaway. Sono siti dove ci si registra e pagando una piccola somma annuale si può lavorare, fare volontariato in cambio di vitto e alloggio. Tramite Helpx abbiamo trovato il rifugio per cani e gatti in Malesia dove abbiamo lavorato per tre settimane. Altre volte, come per il centro di Thabarwa, ne siamo venuti a conoscenza tramite altri viaggiatori.

A chi vuole provare un’esperienza di volontariato vorremmo consigliare di cercare una tipologia di lavoro che metta a proprio agio. Ci sono tantissime opportunità per tutti, dai bambini agli anziani, agli animali e mille altre cose. Altro consiglio importante è quello di approcciarsi sempre in punta di piedi, rispettando i luoghi, senza giudicare e, in caso di dubbi, confrontarsi con chi fa volontariato lì da tempo per capire meglio i meccanismi che stanno dietro a quello che vediamo.

  1. Cosa vi aspettavate dal viaggio?

In realtà non ci aspettavamo qualcosa nello specifico. Solo di stare bene e finalmente sentirci liberi di vivere una vita nella quale ci rispecchiamo.

E così è stato.

  1. Il viaggio vi ha cambiati?

Sì, sicuramente a livello pratico ora abbiamo un approccio minimalista. Non ci servono più tanti oggetti e vestiti. Ora, prima di comprare qualcosa ci chiediamo “ci sta nello zaino? Ci serve davvero?” e al 90% delle volte la risposta è no.

Siamo più consapevoli di noi stessi e di noi come coppia. Quando siamo partiti eravamo insieme solo da un anno e, abitando distanti, non avevamo mai vissuto insieme, quindi un filo di incertezza c’era anche se eravamo convintissimi della scelta.

  1. Sono troppo curiosa.. Programmi per il futuro? (quando si sarà più liberi?)

Tornare in Asia. Appena si potrà andremo lì. Stiamo inoltre lavorando per un progetto molto grande per noi ma siamo scaramantici perciò aspettiamo prima di parlarne.

 

Mi hanno lasciato con la curiosità, in questo periodo che ho visto persone come Giulia e Ale che viaggiano a tempo indeterminato e si sono dovute fermare per la pandemia, mi viene proprio da pensare chissà cosa faranno quando si potrà ripartire? Perché per fortuna questo virus non li fermerà e non fermerà i loro sogni.

Qui dove vivo sento molte persone avere paura di questo virus al punto di aver praticamente smesso di vivere. Sopravvivono, lavorano (chi può), fanno la spesa, ma guai a uscire, guai a pensare di fermarsi al bar per un caffè! Uscire a pranzo una domenica?? Perché mai? Aspettiamo quando si potrà….

Davvero sentono di avere tutto il tempo del mondo? Io mi sento come se mi stessero rubando un pezzo di vita, anche se ho continuato ad uscire, andare a passeggiare, andare al bar e al ristorante quando ci è concesso. Anche se ho fatto tutto quel che potevo.

Questo per dire che i viaggiatori, i sognatori che ho conosciuto sui social mi hanno aiutato in questi mesi a distrarmi dall’ansia che circola perenne e hanno contribuito a tenere viva la speranza.

Grazie Giulia e Ale, per il tempo che mi avete dedicato per questa intervista, per la vostra opera di volontariato, grazie per il vostro esempio e per la speranza che contribuite a infondermi.

Vi ricordo che ci sono altre interviste a “viaggiatori straordinari” che potete trovare qui sul blog, quella a Stefania e quella a Mara e Danilo. Buona lettura 🙂

 

 


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Rossella
10 mesi fa

L’esperienza del volontariato all’estero è come una vocina che di tanto in tanto si fa sentire. Messa a tacere per terminare gli studi, poi per il lavoro appena trovato, poi perché il fidanzato nonché poi marito non voleva condividere con me questa esperienza, poi perché diventata mamma…etc… Ma questa vocina continua a farsi sentire anche ora: prima o poi troverò il coraggio di darle ascolto.

anna
10 mesi fa

Ho seguito (e seguo) Ale e Giulia su Instagram proprio dalla loro partenza. E’ stato super interessante leggere quest’intervista e conoscerli di più. Davvero delle persone coraggiose e speciali!